Vauro si fa “odiare” anche da Travaglio

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Vauro si fa “odiare” anche da Travaglio: la vignetta sul “Fatto” è una beffa

Il vignettista comunista Vauro Sanesi autore di vignette sgradevoli e insultanti contro Salvini, Berlusconi, Casellati e molti altri suoi “nemici”,  ha di norma usato la satira – o presunta tale- come una clave per offendere senza ritegno. Oggi riesce a far arrabbiare anche il suo  direttore Marco Travaglio che non può avere preso bene questa vignetta in cui ridicolizza  “la manovra del popolo”, come è stata ribatezzata da Di Maio e dal governo tutto. A ridere, la vignetta fa ridere. Ma fa ridere di più prefigurare l’espressione di Travglio, fa ridere il fatto di come si faccia beffa di colui che in questi giorni è impegnato in tutti i talk show a difendere il governo dagli attacchi per la manovra economica. Suo malgrado Travaglio si trova persino costretto a difendere tutto il governo, Salvini compreso. Il che conoscendo Travaglio non è facile. Giornatacce per lui.

Vauro fa lo sgambetto a Travaglio

Trovarsi un “nemico ” in casa non deve essere stato il massimo per il direttore del Fatto. Del resto, censurare Vauro non sarebbe bello, dunque, non gli resta che tenersi la provocazione. Il reddito di cittadinanza, voluto con forza dal ministro Luigi Di Maio non convince il vignettista che nella striscia disegna un ragazzino che chiede al padre: “Papà, siamo ancora poveri?” e si sente rispondere: “Sì, ma adesso ci pagano per esserlo”. Anche a Vauro il fatto che la manovra tenti di redistribuire un po’ di denari tra gente dimenticata dalla sinistra frega poco o nulla, evidentemente. Oppure pensa che sia ancora troppo poco, chissà.

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