Manovra, reddito di cittadinanza e flat tax tra costi e benefici

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Lʼassegno di 780 euro andrebbe solo a due milioni e mezzo di italiani. I risparmi per le partite Iva vengono stimati tra i 5mila e i 18mila euro

Redditto di cittadinanza e flat tax sono le misure promesse da Lega e M5s e attuarle potrebbe far lievitare il conto della prossima manovra a circa 40 miliardi di euro. Ma, cifre alla mano, solo 2,5 milioni di italiani riceverebbero lʼassegno di 780 euro. Sul fronte partite Iva, invece, i risparmi vengono stimati tra i 5mila e i 18mila euro.

Dieci miliardi per il reddito di cittadinanza – Per reddito e pensione di cittadinanza vengono stanziati 10 miliardi di euro, ma peserà anche il possesso della casa. L’assegno promesso è di 780 euro al mese. La platea sarebbe, secondo il vicepremier Luigi Di Maio, di 6,5 milioni di persone, superiore quindi ai 5 milioni di poveri stimati dall’Istat. Ma distribuire a questa platea l’importo previsto farebbe lievitare il conto ben al di sopra (il contratto di governo parlava di 17 miliardi). Con 10 miliardi, infatti, si raggiungono circa 2 milione e mezzo di persone, mentre se i soldi venissero distribuiti a tutti i 6,5 milioni di italiani citati da Di Maio, avrebbero un bonus di 128 euro.

La flat tax parte dagli autonomi – La Lega, con l’introduzione della flat tax, punta ad ampliare la platea di destinatari del regime forfettario dei minimi, che interessa adesso circa 900mila soggetti portandoli a un milione e mezzo. L’idea è di garantire la flat tax al 15% (che assorbe Iva, Irpef e Irap) a tutti i redditi sotto i 65mila euro contro gli attuali tetti di 30mila per i liberi professionisti e di 50mila per i commercianti all’ingrosso e al dettaglio e chi esercita attività di alloggio e ristorazione.

Risparmi tra 5mila e 18mila euro per le partite Iva – Secondo le simulazioni, con le nuove regole che entreranno in vigore una volta varata la legge di bilancio, fino a 50mila euro di reddito si pagheranno 5mila euro di tasse in meno. Cifra che sale a 7.500 euro fino a 75mila euro di fatturato e che arriva a quota 18mila euro per chi in un anno fattura 100mila euro. E’ al momento in stand by l’ipotesi di una seconda aliquota al 20% per i redditi aggiuntivi fino a 100mila euro per la quale serve il via libera dell’Ue.

Caccia alle coperture, tagli necessari – Oltre al deficit la voce da cui la maggioranza punta ad ottenere maggiori risorse è la pace fiscale. Anche in questo caso, gli annunci parlano di 5 miliardi di potenziale gettito. Fonte di coperture, anche se spalmate in più anni, potrebbe essere la gara 5G che ha già raggiunto i 5,9 miliardi contro i 2,5 stimati nella scorsa legge di bilancio. Ciò non toglie, tuttavia, che si debba probabilmente far ricorso ad una nuova tornata di spending review che potrebbe valere tra i 3 e i 4 miliardi (di cui 1 miliardo già previsto per legge in arrivo dai ministeri) e ad una risistemazione degli attuali incentivi alle imprese, a partire dall’Ace, con cui finanziare il pacchetto fisco

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