Vibo, è morto il cane con il carrellino: “Ora Dylan corre nelle praterie del paradiso”

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Il labrador tetraplegico, che aveva ricevuto da pochi giorni quattro ruote da Treviso per tornare a camminare, si è spento nel tardo pomeriggio di lunedì. Il saluto dei padroni sui social

Era tornato a camminare sulle sue zampe solo sabato, dopo la mobilitazione che Tgcom24 aveva contribuito a sollevare, pubblicando per primo il video della sua passeggiata con il proprietario su un mezzo di fortuna con doppia imbragatura. Scodinzolava e sorrideva felice a bordo di quel carrellino personalizzato realizzato da Alessandro Ortolan e donato dall’associazione Carrellini disabili. E anche il suo padrone, Tonino Vitale, era più sollevato e contento nel vederlo così, quasi come un tempo. Ma è durata pochi giorni la nuova vita di Dylan, il labrador tetraplegico di 13 anni di Vibo Valentia: si è spento lunedì nel tardo pomeriggio. “Ora corri nelle praterie del paradiso“, ha scritto sui social, come riporta LaC News24 il figlio di Tonino. Proprio lui, distrutto dal dolore, a Tgcom24 riesce solo a dire: “Ho perso purtroppo il mio grande amico“.

Tutta Italia si era commossa ed aveva gioito,  tutto nel giro di una sola settimana, per la storia di Dylan e del suo padrone, Tonino. Tutta Italia aveva augurato loro lunghe passeggiate come un tempo, grazie al dono di quel carrellino che aveva rimesso in piedi il labrador malato da tempo.

Tra i primi a darne la notizia via Facebook lo stesso Ortolan, che prima ha dato il triste annuncio e poi è tornato con il pensiero alla sua impresa dei 2.500 chilometri Treviso-Vibo Valentia, andata e ritorno, percorsi in un paio di giorni, per regalare una nuova vita a quella famiglia calabrese.

“L’ultima passeggiata… a testa alta! Ciao Dylan, un abbraccio Tonino”, ha scritto il Mago dei carrellini con il cuore spezzato e poi, quando la nostalgia ha preso il sopravvento nel ricordo di una gioia appena vissuta ha aggiunto: “Ci ho messo meno di 4 giorni dall’arrivo delle misure… Sono felice di esserci riuscito perché, un giorno in più, avrebbe fatto una enorme differenza e so, che sei stato felice anche tu e il tuo Papà, l’ho letto nei vostri occhi… Un giorno in più! Questo ci basta. Ciao, Ragazzo”.

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