Cos’è il Reddito di cittadinanza

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Cos’è il Reddito di cittadinanza

Un sussidio destinato a chi è senza lavoro o in stato di indigenza, ma erogato solo a particolari condizioni. Questo l’ormai famigerato Reddito di cittadinanza targato M5S, proposta-chiave del programma pentastellato. Ecco, in breve, in cosa consiste:

REQUISITI – Stando al programma Cinquestelle, per ottenere il Reddito di Cittadinanza, bisognerà sottostare ad alcuni requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito o pensione considerati al di sotto della soglia di povertà dall’Istat (qui il calcolo). Inoltre, se a fare domanda saranno cittadini in una fascia di età compresa fra tra i 18 e i 25 anni, sarà loro richiesto il possesso di almeno una qualifica professionale, di un diploma di liceo o superiore oppure la frequenza di un corso di formazione per accedere a questi titoli.

REGOLE – Avere diritto al sussidio imporrà inoltre il rispetto di alcune regole, pena l’esclusione. Tra queste, l’iscrizione al centro per l’impiego (che nelle intenzioni del M5S dovrà essere potenziato), la partecipazione a progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali, la partecipazione a corsi di formazione, l’accettazione di uno fra i primi tre lavori offerti dal centro per l’impiego. Rifiutando tre offerte, infatti, i cittadini saranno esclusi dal sussidio. I cittadini dovranno inoltre dimostrare di impiegare alcune ore al giorno alla ricerca di un lavoro.

IL SUSSIDIO – La cifra varierà in base alla composizione del nucleo familiare, indicativamente però il sussidio dovrebbe ammontare a circa 780 euro massimi al mese, a persona.

COPERTURE – Dove troveranno i soldi per realizzarlo? Stando a quanto scritto dal blog delle Stelle, “il Reddito di cittadinanza tende a ripagarsi da solo sia in ragione degli spazi che apre ai consumi sia perché ci sosterrebbe nel dibattito con la Ue circa una revisione del nostro Pil potenziale, dell’output gap e dunque in merito ai più ampi margini finanziari utilizzabili persino a regole invariate. Senza dimenticare che la riforma dei centri per l’impiego darà forza lavoro qualificata a sostegno della competitività delle imprese”.

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