È morta la Magda di Verdone

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L’attrice russa aveva 60 anni. È ricordata per il ruolo in “Bianco, rosso e Verdone”. Il regista la ricorda su Facebook: “Sarà sempre nel mio cuore come una delle creazioni più riuscite”

È morta Irina Sanpiter, attrice russa ricordata per il ruolo di Magda, la moglie di Furio in Bianco, rosso e Verdone del 1981. È proprio il regista il primo a rendere omaggio a Irina su Facebook con un lungo messaggio. Aveva 60 anni, da tempo era ricoverata al policlinico Umberto I di Roma per una leucemia contro cui lottava da oltre trent’anni.

“Cari amici, proprio ora vengo a conoscenza della scomparsa di una mia brava ed affettuosa attrice: Irina Sanpiter” scrive Verdone sulla sua pagina Facebook. “Sono molto triste,addolorato. Ci vedevamo poco ma l’abbraccio, quando ci si incontrava, era sempre forte e pieno di dolce nostalgia” aggiunge nel messaggio accompagnato da una foto del film nel giorno di matrimonio di Furio e Magda.

Era russa, di Mosca, racconta ancora il regista. “Me la fece incontrare Sergio Leone in quanto era parente della moglie (moscovita) dello sceneggiatore Giorgio Arlorio. Fra tre opzioni scelsi subito lei per via di quegli occhioni dolci e malinconici che dovevano essere una caratteristica della mia Magda”. Un ruolo indimenticabile, anche se la voce non era la sua: per il suo forte accento russo, è stata doppiata dall’attrice italiana Solvejg D’Assunta. Magda è la moglie di Furio, madre di due figli, che deve sopportare le fissazioni del marito logorroico e si fa forza ripetendo quando è sola “Non ce la faccio più”. Ma, durante il viaggio, Magda saluta i figli e fugge con il playbloy Raoul (Angelo Infanti). “Non volle continuare per scelta la strada del cinema – racconta Verdone. – Era rimasta appagata dal nostro film e si mise a organizzare eventi e concerti musicali”.

Dopo il film con Verdone, Irina Sanpiter ha lavorato come attrice in Lacrime napulitane di Ciro Ippolito, quindi ha lasciato il cinema diventanto organizzatrice di concerti rock. Si è sposata nel 1984 con Toni Evangelisti ma nel frattempo ha scoperto di essere malata, e all’inizio degli anni 90 si è ritirata dalle scene.

Il regista non sapeva della malattia di Irina. “L’ultima volta la incontrai lo scorso anno all’Isola Tiberina durante la rassegna cinematografica estiva. Di quel film non è rimasto quasi nessuno, e questo mi deprime terribilmente – si rammarica Verdone pensando Elena Fabrizi, Mario Brega e Angelo Infanti. “Ma il cinema – aggiunge – fortunatamente, ci ‘ferma nel tempo’. Illudendoci di una certa immortalità su uno schermo”.

“Magda sarà sempre nel mio cuore come una delle creazioni più riuscite: era sempre allegra,spiritosa, ironica” conclude Carlo Verdone nel suo lungo post. “Grazie Irina per aver condiviso con me una bella commedia rimasta nel cuore di tanti spettatori. Ti ricorderò per sempre cara, dolce amica”.

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