Lʼaltra faccia dellʼeros: si fa presto a dire sexting

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La quotidianità ti annoia? Per dare un pizzico di pepe alla tua relazione puoi usare il telefono, ma qualche rischio cʼè. Scopri di più

Se un po’ di sano narcisismo si accompagna al desiderio di trasgredire, se siamo afflitti dalla routine coniugale e ci sentiamo pronti per mettere il nostro eros alla prova con qualcun altro che non sia il nostro partner, ecco che ci viene incontro il sexting. Una parola inglese di non facile pronuncia che unisce le parole “sex(sesso) e “texting (inviare SMS), con cui si indica l’invio di messaggini con testi oppure immagini piccanti che non lasciano spazio all’immaginazione. Può sembrare facile e quasi innocuo, ma qualche rischio lo si corre. Ecco cosa c’è da sapere.

La tentazione è dietro l’angolo. In fondo, col nostro smartphone possiamo inviare di tutto, lo abbiamo sempre con noi, anche mentre facciamo la doccia o siamo alla scrivania dell’ufficio.
Perché non farsi una foto? Non è forse vero che “Siamo l’esercito del selfie”, come cantavano Arisa e Lorenzo Fragola?
Solletichiamo allora la fantasia facendoci una scatto un po’ osè… e se è venuto bene, perché non condividerlo, magari con qualcuno che abbiamo adocchiato o che ci ha fatto un po’ il filo?

Tutto sommato, se non c’è un approccio fisico, se il sesso è solo virtuale, pare quasi che il tradimento sia lontano, molto lontano da noi.
Più o meno come accade alla Carlotta (Anna Foglietta) del film “Perfetti sconosciuti”, di Paolo Genovese.
In realtà, incorrere in qualche inconveniente è piuttosto facile: meglio quindi attenerci a un piccolo vademecum per evitare guai inutili e mantenere saldi i legami di coppia.

Stuzzicare l’appetito: quando abbiamo voglia di rimettere un po’ di pepe alla nostra relazione, un messaggino inviato al nostro lui con una fantasia erotica e una mise super sexy, magari mentre è immerso in una riunione importantissima, accende il desiderio e stimola la fantasia. Il sexting in questo caso pare sicuro, ma il rischio è che il messaggio arrivi proprio nel momento sbagliato o finisca per errore sotto occhi indiscreti, magari quelli di un collega. Può capitare anche di peggio: per esempio che venga inviato per errore (ma quante volte ci capita?) al destinatario sbagliato e in quel caso chi potrebbe più salvarci dalla vergogna di guardare negli occhi la mamma del compagno di scuola di nostro figlio o la collega di scrivania? Argh!

Se il teletrasporto non c’è… : l’amore a distanza è difficile da gestire, ma cellulare e PC possono essere un buon aiuto. Se alla sera ci assale un pensiero stuzzicante, possiamo praticare l’erotismo anche via web. Certo non è il massimo, ma si fa di necessità virtù. Dunque via libera a spogliarelli che manco Kim Basinger in “9 settimane e mezzo” purchè la privacy sia assoluta. Sarebbe quantomeno imbarazzante l’ingresso dei figli mentre stiamo facendo scivolare la sottoveste magari sussurando parole inequivocabili, no?

La prudenza non è mai troppa: se abbiamo appena conosciuto un uomo che ci fa girare la testa e mette il nostro stomaco a dura prova con tutte le farfalle che ci svolazzano dentro, non siamo esenti dall’idea di stuzzicarlo con foto sexy e ammicanti, magari anche piuttosto esplicite. Bene, anche se la persona non è tra gli indagati per reati sessuali, è molto meglio essere super prudenti. Il rischio che le immagini inviate possano finire sul web o sul cellulare del di lui amico mostrate come un trofeo è davvero troppo alto. Meglio attenersi alla sobrietà: da un lato aumenteremo il desiderio, dall’altro ci tuteleremo fino a comprovata serietà e discrezione del partner.

E se fosse un triangolo? Niente di più eccitante che un tradimento virtuale, il sexting ci fa sentire serene e senza sensi di colpa, dandoci la giusta carica per una notte ad alto tasso di passione tra le lenzuola coniugali. Anche in questo caso la prudenza deve essere massima. A parte che prima o poi, a furia di stare attaccate al telefonino, il nostro partner potrebbe chiedere spiegazioni o – peggio! – voler guardare i messaggi, fermarsi alle sole foto potrebbe non bastare più e il tradimento da virtuale potrebbe diventare reale. Pronte a correre il rischio?

Fino all’ultimo: la certezza che una nostra foto sexy o video hot rimanga solo tra noi e il nostro lui deve essere del 100%, ma anche in questo caso non siamo del tutto al riparo dai pericoli. In caso di rottura con il partner, potremmo essere soggette a ricatti davvero intollerabili e lesivi della nostra dignità. Anche per questo fenomeno gli inglesi hanno trovato un nome: si tratta del “sextortion“, cioè un ricatto che si può fare avendo a disposizione materiale sessuale compromettente. L’allarme arriva dalla Polizia di Stato che con l’iniziativa #unavitadasocial mette in guardia da tutti i fenomeni della cyber criminalità.

Mai con gli sconosciuti: la curiosità è femmina, si dice. Ma attenzione, perché se conoscere persone in chat o sui social network può essere divertente, d’altro canto sapere chi c’è dall’altra parte dello schermo (o del cellulare) è pressochè impossibile. Dietro una facciata da gentiluomo, può nascondersi un orco. Morale: sì al divertimento online, occhio a foto disinibite: potrebbero finire nelle mani di chiunque o essere condivise con chichessia e per qualsiasi motivo. L’avventura è bella finchè c’è il lieto fine, non dimentichiamolo. Eppoi, anche se sembra un divertimento innocente, un peccato veniale, una leggerezza ricordiamoci che il sexting è comunque un messaggio erotico: il nostro partner certo non gradirebbe, per usare un eufemismo.

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