Un bug nel protocollo Smb può portare al blocco del sistema. La patch ancora non c'è.
Microsoft non va proprio d'accordo con il protocollo Smb: già ai tempi di Vista una falla è rimasta presente a lungo tempo prima di venire risolta; ora una nuova vulnerabilità sempre nello stesso componente giunge alla ribalta.
Questa falla in particolare ha fatto arrabbiare Microsoft per il modo in cui si è fatta notare: il suo scopritore, Laurent Gaffié, invece di avvisare l'azienda senza fare troppo rumore ha reso pubblica una dimostrazione (un proof-of-concept) di come sfruttare il bug.
"Microsoft è preoccupate perché questa segnalazione non è stata fatta in modo responsabile, ponendo così a rischio gli utenti di computer" ha dichiarato la società in un comunicato.
Al di là delle modalità, comunque, la falla c'è, coinvolge naturalmente anche Windows Server 2008 R2 e Microsoft ne ha appena confermata l'esistenza: per ora non esistono exploit pubblici che la sfruttino ma, qualora ciò avvenisse, porterebbe al blocco del computer (e costringerebbe a un riavvio) ma non permetterebbe a terzi di ottenere il controllo sul sistema.
I lavori per la realizzazione di una patch sono già iniziati: ancora non è possibile sapere se sarà rilasciata durante il patch Tuesday di dicembre o se, vista la pubblicità che la vulnerabilità ha ricevuto, sarà la protagonista di una distribuzione separata e anticipata.
Nell'attesa, Microsoft consiglia di bloccare le porte Tcp 139 e 445.
Con soli tre click te lo trova il cellulare e ti spiega anche come raggiungerlo.
Il telefonino indicherà l'area di sosta più vicina e il percorso più rapido per arrivarci. I creatori: "Serve per semplificare la vita"
Da oggi trovare parcheggio non è più un problema. Grazie all’accordo tra modomodo e il portale Parcheggi.it basteranno solo tre click sul proprio cellulare per trovare un parcheggio o una rimessa a pagamento. Per usufruire di questo servizio sarà sufficiente scaricare gratuitamente il client modomodo sul proprio cellulare: il servizio identificherà rapidamente, tra le duemila rimesse presenti nel database di Parcheggi.it, le aree di sosta più vicine al luogo, dove ci si trova in quel momento o quelle adiacenti l'area indicata sul telefonino, secondo un principio di prossimità. Inoltre sarà possibile visualizzare sul display i dettagli del parcheggio e il percorso più rapido per raggiungerlo. Per chi non ha un cellulare dotato di GPS, basta semplicemente indicare sul telefonino la propria posizione, digitando il nome della via in cui ci si trova in quel momento, o in cui si vorrebbe trovare un parcheggio, per avere letteralmente in palmo di mano tutte le rimesse di Parcheggi.it. La piattaforma software modomodo infatti è studiata per rendere il cellulare l’unico punto di accesso per rispondere alle quotidiane esigenze di muoversi, lavorare, divertirsi e socializzare.“I servizi, offerti da modomodo – commenta Piero Violante, responsabile sviluppo del sito Parcheggi.it –, rappresentano la concretizzazione e l’evoluzione di quanto, fondando il portale, auspicavamo si verificasse in un futuro prossimo, ossia l’avvento di quello che a suo tempo definimmo 'Internet in piedi', intendendo con questo la possibilità di ricevere dati utili sul cellulare. E', dunque, la concezione del telefonino come indispensabile fonte unica di informazioni il più possibile personalizzate in grado di semplificarci la vita”.
Barriere linguistiche non più problema con occhiali-traduttori
14-11-2009 20:03
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La giapponese Nec, che produce computer, ha creato degli occhiali che funzionano anche da traduttore.
Il nuovo prodotto, che si chiama Tele Scouter, oltre alle lenti è dotato anche un mini-computer e di uno schermo da posizionare sopra la testa, che consente a due o più persone che non parlano la stessa lingua di poter sostenere una conversazione.Le conversazioni si possono registrare e inviare a un server remoto dove vengono analizzate e tradotte.Il server poi invia la traduzione all'utente che può leggerne testo nella propria lingua sullo schermo.Se la tecnologia è ancora allo stadio di sperimentazione, Nec dice che per il futuro ci sarà un apparecchio più rapido e che l'obiettivo è quello di abbattere le barriere linguistiche."Con questa (tecnologia) non ci sarà più bisogno di tradurre ciò che si vuol dire", ha detto il manager di Nec, Kotaro Nagahama.
"Tutto ciò che si deve fare è parlare e nient'altro, usando la propria lingua", ha detto a Reuters.
Tele Scouter però non è economico: una volta sul mercato verrà venduto a 83.000 dollari anche se il prezzo è destinato a scendere con il passare del tempo.
Un'informazione emessa dall'Agenzia di Protezione Ambientale degli Stati Uniti rivela che si consuma approssimatamente ogni anno, in tutto il mondo, tra 500 bilioni e un trilione di sacchetti di plastica.
“C'é una dura economia dietro il riciclo dei sacchetti di plastica. Riciclare una tonnellata di borse di plastica costa $ 4000: la stessa quantitá si vende nel mercato delle materie prime a $ 32”.Quindi… Dove vanno a finire i sacchetti?
Uno studio del 1975 ha dimostrato che le imbarcazioni transoceaniche gettano nell'insieme 8 milioni di libbre di plastica nel mare. La ragione per cui le discariche del mondo non erano inondate di plastica, era perché la aggioranza finiva nell'oceano.
I sacchetti vengono trascinati… fino a differenti luoghi della nostra Terra … e fino ai nostri mari, laghi e fiumi.I sacchetti trovano la loro stada verso il mare nelle fogne e negli impianti idraulici. Si sono visti sacchetti di plastica galleggiare a nord del Circolo Artico vicino a Spitzbergen e molti di piú al sud, nelle isole Maldive. I sacchetti di plastica rappresentano piú del 10% dei rifiuti che giungono a riva delle coste degli Stati Uniti.I sacchetti di plastica si fotodegradano: con il passare del tempo si decompongono in petro-polimeri piú piccoli e tossici. Che infine contamineranno i suoli e le vie fluviali. Di conseguenza, particelle microscopiche possono iniziare a far parte della catena alimentare. L'effetto sulla vita marina puó essere catastrofico. Gli uccelli restano incastrati senza speranza, Circa 200 differenti specie di vita marina, includendo balene, delfini, foche e tartarughe muoiono a causa delle borse di plastica. Muoiono dopo aver ingerito i sacchetti di plastica che scambiano per cibo. Allora… Che facciamo?
Se usiamo una borsa di tela, possiamo risparmiare 6 sacchetti a settimana. Vale a dire, 24 sacchetti al mese.
Ossia, 288 sacchetti all'anno. Ovvero, 22,176 sacchetti durSe solo 1 su ogni 5 persone nel nostro paese fará questo, risparmieremo 1.330.560.000.000 sacchetti durante la nostra vitaante una vita media. Il Bangladesh ha proibito i sacchetti di plastica. La Cina ha proibito i sacchetti di plastica gratuiti. L'Irlanda fu la prima in Europa a mettere le tasse sui sacchetti di plastica nel 2002. In questo modo, ne ha ridotto il consumo del 90%.
Nel 2005, il Rwanda ha proibito i sacchetti di plastica. Anche Israele, Canada, India dell'ovest, Botswana, Kenya, Tanzania, Sud Africa, Taiwán e Singapore hanno proibito o sono in processo di proibire i sacchetti di plastica. Il 27 Marzo 2007, San Francisco divenne la prima cittá che proibisce i sacchetti di plastica negli Stati Uniti.
Oakland e Boston stanno considerando la proibizione. I sacchetti di plastica sono fatti di polietilene: un termoplastico che si ottiene dal petrolio. Riducendo l'uso dei sacchetti di plastica si diminuirá il consumo del petrolio, risorsa non rinnovabile e che provoca molte guerre...La Cina risparmierá
37 milioni di barili di petrolio ogni anno grazie alla proibizione dei sacchetti di plastica gratuiti.
É possibile...
C'é gente che ignora tutto questo…… ma tu no…TU ORMAI LO SAI!! E ora che lo sai…Sai che tu, sí, tu, puoi aiutare il
pianeta!!!
Non é niente piú che averne voglia; in poco tempo si prende l'abitudine di andare al supermercato con una BORSA DI STOFFA.
Ricorda che se opti per non utilizzare borse di plastica, avrai evitato che giungano alla natura 22,176 sacchetti
durante la tua vita...E se nel diffondersi di questo messaggio, almeno due dei tuoi contatti optano per evitare i sacchetti di plastica, avremo fatto insieme un gran bene al nostro pianeta!! .
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Google lancia con Lala e iLike servizio ricerca musica online
29-10-2009 16:30
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Google ha stretto ieri un'alleanza con i servizi web LaLa e iLike di MySpace per consentire agli appassionati di musica un modo più semplice per trovare, ascoltare e comprare canzoni su Internet, espandendo la sua influenza sull'industria discografica.
Il leader globale della ricerca online fornirà agli utenti che vogliono ascoltare un frammento di una canzone una finestra pop-up box che permetterà di ascoltarne almeno 30 secondi, in alcuni casi l'intero brano, forniti da iLike e Lala, che poi offriranno collegamenti per acquistare la musica.
Google si è anche alleata con Pandora, iMeem e Rhapsody per incorporare link a quei siti musicali, per aiutare i consumatori a scoprire musica collegata alle richieste nelle ricerche. Google ha iniziato ieri a mettere a disposizione il servizio agli utenti negli Stati Uniti.
Questo passo dovrebbe consolidare il ruolo di Google nell'industria discografica, che si sta dibattendo tra vendite in calo ed il successo di iTunes di Apple e di altri siti, e meno sbocchi nei media per lanciare nuove iniziative. Gli investitori sperano che le canzoni in streaming o i videoclip online aiutino a compensare la riduzione della base di appassionati.
"Ogni giorno abbiamo milioni di ricerche riguardanti la musica. si vuol sapere di più dei propri artisti preferiti, trovare l'album nuovo o una canzone simbolica, o trovare il titolo di quella musica che ti è rimasta in testa" dice Google sul suo blog.
La nuova funzione consentirà agli ascoltatori di trovare canzoni cercandole per titolo, album, artista o anche con due versi del testo.
Google dice che non lavorerà direttamente con alcuna casa discografica, al contrario delle notizie secondo le quali avrebbe stretto alleanza con società come Sony Music Entertainment e Warner Music Group -- ma che ha il pieno appoggio dell'industria del settore.
Se una telefonata allunga la vita, come suggeriva un fortunato spot di qualche anno fa, figuriamoci una navigata su Facebook. Non è stato così per un giovane della provincia di Roma.Ladro esperto, già noto alle forze dell’ordine, il protagonista della vicenda, un ventiseienne di Albano Laziale, si introduce in un’abitazione della periferia romana.Un gioco da ragazzi portare a casa la refurtiva e un’impresa individuare il colpevole. Ma un bravo poliziotto - cantava De Gregori - sa che ogni uomo ha un vizio che lo farà cadere.In questo caso il vizietto è quello di Facebook. In casa c’era un computer acceso e il ragazzo non ha resistito.Ha controllato il proprio account, per vedere se qualche amico gli aveva scritto, se qualcuno avesse commentato le sue foto o il suo status. Una mossa fatale.Per gli investigatori non è stato difficile individuarlo: grazie ai dati personali memorizzati sul pc, e soprattutto attraverso la mail, i militari sono riusciti a risalire alla sua identità.Dalle perquisizioni effettuate all'interno della sua abitazione, i Carabinieri hanno ritrovato parte della refurtiva rubata dall'appartamento. Il giovane è stato perciò arrestato con l'accusa di furto in abitazione e la refurtiva restituita al legittimo proprietario.Non si tratta di un caso isolato. Un episodio simile è accaduto negli Stati Uniti.Siamo a Martinsburg, in California: il diciannovenne Jonathan Parker penetra con facilità in un’abitazione dove si appropria di due anelli di diamanti, che la proprietaria aveva lasciato accanto al computer.In questo caso il ladro è stato ancora più sprovveduto, lasciando aperto il proprio profilo. Quasi una firma.Una sbadataggine che è costata cara al giovane, che ora è detenuto in attesa di giudizio e rischia dieci anni di prigione.
Negli USA e in Canada ottobre è dedicato alla Cybersicurezza. Piccoli consigli. Soprattutto sui social network
Negli Stati Uniti e in Canada ottobre è il mese della consapevolezza sulla Cybersicurezza. Così le agenzie governative che si occupano di sicurezza nazionale in generale stanno dedicando parte del loro tempo ad avvertire i netizen delle minacce che si annidano nella Rete, ponendo particolare enfasi sulle minacce generate dai Social Network.
L'Homeland Security assumerà mille nuovi esperti di cybersicurezza, ma la questione non riguarda solo il Governo: si legge in un post nel blog ufficiale che il tema "deve essere una responsabilità condivisa, come prepararsi per un disastro naturale o un attacco terroristico, ognuno con il suo ruolo da svolgere".
Per questo offre una serie di consigli con cui il singolo utente può tutelarsi. I suggerimenti sono i soliti, premunirsi di un antivirus aggiornato, fare backup, pubblicizzare nel proprio sito il mese della consapevolezza e le informazioni riportate qui.
Attenzione speciale è poi riservata dall'FBI ai social network, rei di aprire a tutta una serie di minacce, dal phishing, passando per lo spam, fino alla diffusione più veloce dei virus: "No, il tuo amico di social network non è veramente in pericolo oltreoceano" è il lesto titolo con cui il Bureau avverte i cittadini. Si riferisce a un attacco in cui un account infettato subissa di messaggi i propri contatti, riferendo di fantomatici problemi legali/medici subiti dal proprietario fuori dagli Stati Uniti e chiedendo soldi.
Il tutto molto spesso causato da un semplice Trojan spacciatosi per un link importante o in ogni caso genuino. Il pericolo dei social network è, infatti, proprio nel bagaglio di affidabilità che ha un link fornito da una fonte "certa" come può essere un amico.
Accanto all'attenzione dovuta prima di cliccare qualsiasi cosa, l'FBI sottolinea anche l'opportunità di controllare le informazioni che si stanno fornendo inopinatamente e che potrebbero rendere l'utente vittima di phishing. In sintesi, attenzione ai virus e alla privacy.