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K.O.L. Il Portale del Web
Facebook brevetta i feed social
28-02-2010 00:37

Favoriti : 5

Il brevetto concesso ai founder del celebre network fa tremare le vene e i polsi per le possibili implicazioni sull'intero web. E l'inventore degli RSS avverte: non fidatevi delle grandi corporation

Il Patent and Trademark Office statunitense ha concesso a Facebook il brevetto numero 7,669,123 riguardante la "fornitura dinamica di un feed di notizie riguardo un utente in un social network". Le implicazioni del brevetto, dicono i più, sono vastissime e molti potrebbero cominciare a tremare.

Il brevetto parla di visualizzazione del succitato feed inclusa la generazione delle notizie e stati inerenti le "attività associate a un utente" di una rete di relazioni. Gli alti papaveri di Facebook, incluso il founder Mark Zuckerberg, sono tutti indicati come beneficiari della concessione di brevetto dopo quattro anni dalla presentazione della richiesta originale.

Nel 2006 il web era molto diverso: gli update personali, così come i social network, non rivestivano la stessa importanza (economica, sociale, infrastrutturale) di adesso e Twitter, che in sostanza è un gigantesco aggregatore di feed di aggiornamenti di stato, non aveva ancora emesso il suo primo cinguettio. E proprio Twitter, fra la sterminata quantità di servizi basati su feed oggi esistenti, viene indicato come uno dei soggetti che più avrebbe da temere dal nuovo brevetto assegnato a Facebook.
Una volta che una azienda come Facebook ha ottenuto la riconosciuta paternità dei feed, le speculazioni sui possibili scenari futuri diventano un esercizio di speculazione estremamente popolare: il social network potrebbe decidere di usare il brevetto come un maglio sui concorrenti (Google, Twitter e non solo), o peggio ancora danneggiare i nuovi protagonisti del settore prima ancora che raggiungano dimensioni tali da far ipotizzare una possibile concorrenza a i business già sviluppati.

Dal canto suo Facebook glissa sulle preoccupazioni e dice di sentirsi "umile di fronte alla crescita e all'adozione dei feed di news nel corso del tempo e soddisfatta di aver ottenuto il brevetto". Chi invece sulla presunta umiltà di una megacorporazione che monetizza i dati degli utenti è pronto a non scommetterci un nichelino è Dave Winer, pioniere negli standard del management dei contenuti (XML-RPC, RSS, OPML ma anche MetaWeblog e podcast) le cui parole vogliono essere un monito preventivo per chi ripone troppa fiducia nelle azioni di Facebook & company.

"Le aziende tecnologiche non sono né meglio né peggio delle altre industrie", scrive Winer. Aziende come Facebook, Google, IBM tendono a trattare gli utenti esattamente come le compagnie di volo, le agenzie assicurative, gli ospedali (statunitensi). "Presto o tardi ci sarà una massiccia perdita di carburante o una massiccia falla di sicurezza estesa a tutta la rete - continua Winer - Aspettatevi che queste aziende siano tanto pessime quanto lo sono le altre industrie. Probabilmente saranno anche peggio perché sono arrivate a questo punto senza troppa sorveglianza o controllo".

Ultimo aggiornamento: 28-02-2010 00:37

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Gruppo-choc su Facebook contro down
22-02-2010 12:18

Favoriti : 7


Su social network si consiglia di farne bersaglio nei poligoni.
Su Facebook gruppo choc contro i bimbi down, definiti 'inutile peso' e 'parassiti' con cui 'giocare al tiro al bersaglio'. Sul social network pubblicata anche la foto di un neonato con la parola 'scemo' in fronte. E contro il gruppo di circa mille iscritti, si e' mobilitato il popolo del web, con petizioni online. Deliranti le frasi sui bimbi down, qualcuno si chiede: perche' dovremmo convivere con queste ignobili creature,suggerendo di farne dei bersagli nei poligoni di tiro.

Ultimo aggiornamento: 22-02-2010 12:18

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Nuovo virus ha contagiato 75.000 computer nel mondo, dice studio
22-02-2010 12:15

Favoriti : 8

Un nuovo tipo di virus ha colpito quasi 75.000 computer di 2.500 organizzazioni in tutto il mondo, compresi gli account degli utenti sui social network, stando ad uno studio di NetWitness, società attiva proprio nel campo della sicurezza informatica.
L'ultimo virus -- conosciuto come "Kneber botnet" -- consente di risalire ai dati di accesso dei sistemi finanziari online, dei social network e degli account mail dei computer colpiti e li mette ovviamente a disposizione degli hacker, fa sapere NetWitness in un comunicato.

Il nome "botnet" si riferisce ad una serie di computer infestati che gli hacker possono controllare da un computer centrale.

La società ha fatto sapere che il primo attacco è stato scoperto a gennaio durante un controllo di routine del software NetWitness.

Le successive indagini dell'azienda di Herndon, in Virginia, hanno svelato che molti sistemi commerciali e governativi erano già stati colpiti, con 68.000 dati di accesso rubati tra banche online, servizi mail, Yahoo, Hotmail e anche il social network Facebook.

"I sistemi di protezione convenzionali sono, per definizione, inadeguati quando ci si trova ad affrontare virus di livello avanzato come Kneber o altri", ha detto l'amministratore delegato di NetWitness Amit Yoran.

Ultimo aggiornamento: 22-02-2010 12:15

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Internet, sondaggio: il Web renderà la gente più intelligente
22-02-2010 12:11

Favoriti : 7

Un sondaggio online su 895 utenti Web ed esperti ha evidenziato che oltre tre quarti crede che Internet renderà la gente più intelligente nei prossimi dieci anni.
La maggior parte degli intervistati ha detto inoltre che Internet migliorerà la lettura e la scrittura entro il 2020, secondo lo studio, condotto dall'Imagining the Internet Center della Elon University in Carolina del Nord e dal Pew Internet and American Life project.

"Tre esperti su quattro sostengono che il nostro uso di Internet migliora e potenzia l'intelligenza umana, e due terzi dicono che l'uso di Internet ha migliorato la lettura, la scrittura e la conoscenza", spiega uno degli autori dello studio, Janna Anderson, direttore dell'Imagining the Internet Center.

Ma il 21% sostiene che Internet avrà l'effetto opposto e potrebbe anche abbassare il quoziente intellettivo di chi lo usa molto.

"Ci sono ancora molte persone... che sono critiche sull'impatto di Google, Wikipedia e altri strumenti online", ha aggiunto.

Il sondaggio ha raccolto opinioni di scienziati, business leader, consulenti, scrittori e sviluppatori tecnologici, oltre ad utenti di Internet. Degli 895 intervistati, 371 sono considerati "esperti".

Ultimo aggiornamento: 22-02-2010 12:11

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Microsoft ammette la falla in Windows 7
17-11-2009 11:40

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Un bug nel protocollo Smb può portare al blocco del sistema. La patch ancora non c'è. 
 
Microsoft non va proprio d'accordo con il protocollo Smb: già ai tempi di Vista una falla è rimasta presente a lungo tempo prima di venire risolta; ora una nuova vulnerabilità sempre nello stesso componente giunge alla ribalta.
 
Questa falla in particolare ha fatto arrabbiare Microsoft per il modo in cui si è fatta notare: il suo scopritore, Laurent Gaffié, invece di avvisare l'azienda senza fare troppo rumore ha reso pubblica una dimostrazione (un proof-of-concept) di come sfruttare il bug.
 
"Microsoft è preoccupate perché questa segnalazione non è stata fatta in modo responsabile, ponendo così a rischio gli utenti di computer" ha dichiarato la società in un comunicato.
 
Al di là delle modalità, comunque, la falla c'è, coinvolge naturalmente anche Windows Server 2008 R2 e Microsoft ne ha appena confermata l'esistenza: per ora non esistono exploit pubblici che la sfruttino ma, qualora ciò avvenisse, porterebbe al blocco del computer (e costringerebbe a un riavvio) ma non permetterebbe a terzi di ottenere il controllo sul sistema.
 
I lavori per la realizzazione di una patch sono già iniziati: ancora non è possibile sapere se sarà rilasciata durante il patch Tuesday di dicembre o se, vista la pubblicità che la vulnerabilità ha ricevuto, sarà la protagonista di una distribuzione separata e anticipata.
 
Nell'attesa, Microsoft consiglia di bloccare le porte Tcp 139 e 445.

Ultimo aggiornamento: 17-11-2009 11:40

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Problemi con il parcheggio?
14-11-2009 20:11

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Con soli tre click te lo trova il cellulare e ti spiega anche come raggiungerlo.
Il telefonino indicherà l'area di sosta più vicina e il percorso più rapido per arrivarci. I creatori: "Serve per semplificare la vita"
Da oggi trovare parcheggio non è più un problema. Grazie all’accordo tra modomodo e il portale Parcheggi.it basteranno solo tre click sul proprio cellulare per trovare un parcheggio o una rimessa a pagamento. Per usufruire di questo servizio sarà sufficiente scaricare gratuitamente il client modomodo sul proprio cellulare: il servizio identificherà rapidamente, tra le duemila rimesse presenti nel database di Parcheggi.it, le aree di sosta più vicine al luogo, dove ci si trova in quel momento o quelle adiacenti l'area indicata sul telefonino, secondo un principio di prossimità. Inoltre sarà possibile visualizzare sul display i dettagli del parcheggio e il percorso più rapido per raggiungerlo. Per chi non ha un cellulare dotato di GPS, basta semplicemente indicare sul telefonino la propria posizione, digitando il nome della via in cui ci si trova in quel momento, o in cui si vorrebbe trovare un parcheggio, per avere letteralmente in palmo di mano tutte le rimesse di Parcheggi.it. La piattaforma software modomodo infatti è studiata per rendere il cellulare l’unico punto di accesso per rispondere alle quotidiane esigenze di muoversi, lavorare, divertirsi e socializzare.“I servizi, offerti da modomodo – commenta Piero Violante, responsabile sviluppo del sito Parcheggi.it –, rappresentano la concretizzazione e l’evoluzione di quanto, fondando il portale, auspicavamo si verificasse in un futuro prossimo, ossia l’avvento di quello che a suo tempo definimmo 'Internet in piedi', intendendo con questo la possibilità di ricevere dati utili sul cellulare. E', dunque, la concezione del telefonino come indispensabile fonte unica di informazioni il più possibile personalizzate in grado di semplificarci la vita”.

Ultimo aggiornamento: 14-11-2009 20:11

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Barriere linguistiche non più problema con occhiali-traduttori
14-11-2009 20:03

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La giapponese Nec, che produce computer, ha creato degli occhiali che funzionano anche da traduttore.
Il nuovo prodotto, che si chiama Tele Scouter, oltre alle lenti è dotato anche un mini-computer e di uno schermo da posizionare sopra la testa, che consente a due o più persone che non parlano la stessa lingua di poter sostenere una conversazione.Le conversazioni si possono registrare e inviare a un server remoto dove vengono analizzate e tradotte.Il server poi invia la traduzione all'utente che può leggerne testo nella propria lingua sullo schermo.Se la tecnologia è ancora allo stadio di sperimentazione, Nec dice che per il futuro ci sarà un apparecchio più rapido e che l'obiettivo è quello di abbattere le barriere linguistiche."Con questa (tecnologia) non ci sarà più bisogno di tradurre ciò che si vuol dire", ha detto il manager di Nec, Kotaro Nagahama.

"Tutto ciò che si deve fare è parlare e nient'altro, usando la propria lingua", ha detto a Reuters.

Tele Scouter però non è economico: una volta sul mercato verrà venduto a 83.000 dollari anche se il prezzo è destinato a scendere con il passare del tempo.

Ultimo aggiornamento: 14-11-2009 20:03

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